LA BASILICA

IL CAMPANILE

LE CAPPELLE
CRIPTA E SOTTERRANEI

UN VIAGGIO IMMERSIVO ATTRAVERSO I MILLENNI

LA BASILICA

La Basilica di Santa Maria Maggiore, situata al confine con le antiche mura difensive della città, ha una storia antichissima che testimonia le vicende della città stessa. Fatta edificare sui resti del tempio di Diana e di una domus romana nel 533 dal Vescovo Pomponio, e dedicata alla Beatissima Vergine, fu una delle quattro basiliche maggiori in epoca tardo antica. A metà del 1600 la Basilica Pomponiana fu abbattuta a causa dei danni causati dai terremoti e completamente ricostruita nel 1656 da Cosimo Fanzago.

La fondazione della chiesa è legata ad un’antica leggenda popolare secondo la quale il Diavolo, sotto le spoglie di un maiale, infestava la zona fra Piazza Miraglia e il centro antico, e grugnendo spaventava i passanti durante le ore notturne. Il centro di tale attività demoniaca era ritenuta proprio la Pietrasanta.

Per espellere il male dal sito, Pomponio fece costruire la basilica, anche a seguito di un sogno durante il quale la Madonna gli ordinò di erigerle una chiesa nel luogo dove si sarebbe ritrovato un panno celeste. Sotto il panno, la pietra santa: una roccia con su incisa una croce, che sarebbe stata venerata dai fedeli negli anni come fonte d’indulgenza.

IL CAMPANILE

Nella Piazzetta Pietrasanta si erge il campanile in laterizi dell’antica Basilica, opera di tradizione romana con influssi bizantini. Di pianta quadrata, su quattro livelli, costruito interamente in mattoni, ha all’interno del corpo murario antichi materiali di spoglio. Personalità come Michelangelo Schipa e Benedetto Croce ritenevano il campanile contemporaneo alla chiesa, ma studi del Venditti spostarono la sua costruzione al IX – X secolo.

Il Grifo, noto fin dall’antichità, è un animale fantastico, mezzo leone e mezzo aquila dotato secondo le credenze di forza e potenza sovrannaturali, e annoverato fra gli animali della mitologia classica.

Il grifone ha caratteristiche molto precise e delineate: è formato dal corpo, dalle zampe posteriori e dalla coda di un leone, combinate con la testa e con gli artigli di un’aquila, e con quest’ultimi che fungono da zampe anteriori.
L’animale rappresenta il simbolo conflittuale delle due nature: umana e divina.

CAPPELLA PONTANO

Fatta edificare nel 1492 da Giovanni Gioviano Pontano, la cappella, affacciante sulla piazzetta Pietrasanta e lungo Via dei Tribunali, è completamente rivestita in pietra grigia di piperno.

Pontano, brillante umanista, la fece erigere come monumento funebre per l’amata moglie Adriana Sassone. All’interno, accompagnati dalle eleganti epigrafi latine scritte dallo stesso, vennero deposti anche i figli Lucio, Francesco e Lucia Marzia, insieme all’amico Pietro Golino. Di pianta rettangolare, con tre facciate esterne e una quarta adiacente alla Cappella del Cappuccio, si distingue nella piazzetta per l’eleganza e il fascino dei dettagli di finissimo rilievo.

CAPPELLA DEL SS. SALVATORE

Fra la Basilica e la Cappella del Pontano, sorge la Cappella del SS. Salvatore, datata dal Ventre al 1150. Questa chiesa dell’Arciconfraternita del Cappuccio nasce come chiesa autonoma. Il suo interno, rimaneggiato nel XVIII secolo, fu arricchito da un pavimento in maiolica, dalle pregevoli decorazioni e dall’altare in marmi policromi. L’esterno, col portale in piperno, accoglie alla sua destra una pseudo edicola, sormontata da una targa dedicata alla ricostruzione della cupola di Santa Maria Maggiore del 1820.

LA CRIPTA

Il piano ipogeo e i sotterranei della chiesa di S. Maria Maggiore rappresentano una preziosa testimonianza della storia della città. Scendendo, è possibile osservare pavimenti e strutture murarie preesistenti, porzioni di muro in opus reticulatum, blocchi di tufo, mosaici di epoca romana, resti di domus.

I SOTTERRANEI

I sotterranei della chiesa costituiscono un insieme di cunicoli appartenenti all’antico acquedotto greco-romano, sfocianti in cisterne pluviali che permettevano agli antichi la distribuzione dell’acqua all’intera città. Questi preziosi resti rendono l’intero complesso della Pietrasanta un vero e proprio viaggio nella storia.